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CERMIS: VENT’ANNI DALL’INCIDENTE SENZA COLPEVOLI

Venti morti tra turisti europei.

Trento, 3 febbraio 1998. Una data che fa ancora male nonostante sia passato un ventennio. Era una tranquilla giornata di sci per i sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci, un olandese e tre italiani che si trovavano all’interno di una funivia di Cavalese quando, un aereo militare U.S.A., volando troppo  basso, tranciò i cavi guida. Erano da poco passate le 15 e la cabina, a 100 metri di altezza, era a 0,4 km dall’arrivo. Ma, a distanza di vent’anni, ancora nessuna colpa è stata attribuita ai quattro marines dell’aereo. Il pilota venne condannato a sei mesi di carcere per aver distrutto un video del volo e venne espulso dalla Marina. Il copilota venne radiato ed evitò il carcere perché ammise di aver bruciato il nastro. Coloro che non erano ai comandi furono giudicati non colpevoli. Le famiglie delle rispettive vittime furono risarcite dagli Stati Uniti complessivamente con 40 milioni di dollari. In paese, si ricorda la strage con una messa in memoria delle vittime. Il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato l’anniversario: «a vent’anni dalla tragedia della funivia del Cermis, in cui persero la vita venti persone di diverse nazionalità, desidero esprimere la mia vicinanza e la mia partecipazione al dolore incancellabile dei familiari delle vittime, unendomi alla comunità di Cavalese e a tutti coloro che hanno deciso di ricordare pubblicamente quanto accadde nel pomeriggio del 3 febbraio 1998», aggiungendo che «un Paese democratico e moderno deve porre al primo posto la sicurezza dei cittadini e la serenità della loro esistenza».

 

Alice Bartoli