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“CAMPANILIARIA”: INTERVISTA AL DOTTOR ROCCO DELLA CORTE.

In onore dell’inaugurazione della rassegna dedicata ad Achille Campanile, che si terrà a Velletri presso la Casa delle culture e della musica da Sabato 21 a Domenica 29 Ottobre 2017, la Gazzetta del Landi è riuscita ad intervistare uno degli organizzatori: il Signor Rocco della Corte che gentilmente si è prestato a rispondere alle seguenti domande a proposito dell’imminente evento.
1) Cosa ci può dire su Achille Campanile?

Domanda molto ampia, quindi difficile: sicuramente che è uno scrittore tutto da scoprire e assolutamente da leggere. Adatto ai giovani, ai più grandi, agli ironici e ai più seri: la sua letteratura e il suo teatro non restano mai indifferenti. La qualità narrativa, la capacità di abbinare l’umorismo al realismo del quotidiano ne fanno uno dei grandi classici del Novecento, come in molti hanno sottolineato nell’ambito della critica letteraria, da Carlo Bo a Giovanni Arpino, passando per Umberto Eco e Oreste Del Buono…Cantilena all’angolo della stradaManuale di conversazione sono due capolavori. Non a caso entrambe le opere sono valse a Campanile il premio Viareggio nel 1933 e nel 1973. Non dico altro ma si potrebbe parlare per ore del personaggio, dello scrittore, dell’opera… L’unico modo per dire qualcosa su Campanile è leggerlo e farsi una propria idea, dare una propria interpretazione.

2) In cosa consiste il premio nazionale teatrale “Achille Campanile”?

La Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, diretta dal Maestro Claudio Maria Micheli, e con il supporto della professoressa Vera Dani, ha indetto un premio in danaro che verrà assegnato al miglior copione inedito di genere umoristico. E’ stato un modo, riuscitissimo, per riportare in auge questo scrittore in maniera dinamica, stimolando la fantasia e incentivando la scrittura, in nome della vocazione campaniliana di autore di teatro. Sono arrivati ben sessantotto copioni e la Giuria ha decretato il vincitore, che verrà svelato nella serata di domenica 29 ottobre. Un Premio Nazionale importante sia per Velletri che per la memoria di Achille Campanile, i cui scritti sono ancora oggi di enorme attualità e rappresentano un modello.

3) Perché proprio nel 2017 si svolge la prima edizione di questa rassegna? Non si è mai pensato di celebrare prima questo illustre autore?

 Le celebrazioni ci sono state anche negli anni passati: nel 2000, per il centinario della nascita (anche se ad onor del vero Campanile è nato il 28 settembre 1899), come negli anni precedenti e successivi con mostre e convegni. Il 2017 non è casuale, comunque, perché ricorre il quarantesimo anniversario dalla sua scomparsa che avvenne il 4 gennaio 1977, proprio nella sua casa al confine tra Velletri e Lariano.

4) I testi che verranno recitati sono I testi più conosciuti o sono quelli che più si collegano al soggiorno di Achille Campanile a Velletri?

Durante la rassegna saranno messi in scena alcuni dei brani più celebri e proverbiali come Acqua minerale e La rivolta delle sette, ma nei reading – ai quali parteciperanno anche gli studenti – si darà spazio un po’ a tutta l’opera. I titoli di Achille Campanile, tra narrativa, saggistica, teatro e quant’altro, sono numerosissimi. Il criterio di scelta tende a spaziare: Campanile ha scritto per oltre cinquant’anni, fino all’ultimo giorno, e quindi l’opera è davvero sterminata. Si cercherà di dare un’idea tramite testi scelti, l’impresa è ardua. Ci saranno anche dei brani tratti da volumi che sono state pubblicati negli anni larianesi/veliterni: Manuale di conversazione, ad esempio, è del 1973. Gli asparagi è del 1974, Vite degli uomini illustri è invece del 1975, L’eroe del 1976… Campanile ovunque è andato ha scritto, e negli anni di residenza in campagna tra Velletri e Lariano, in contrada Arcioni– dalla fine dei Sessanta alla sua morte – non ha smesso di lavorare, di scrivere, di inventare.