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“BLOODY SUNDAY”: UNA MARCIA PER I DIRITTI

Sono trascorsi 46 anni dalla strage avvenuta il 30 gennaio 1972, a Darry, nell’Irlanda del Nord, dove si svolse una manifestazione pacifica per i diritti civili contro la presenza degli inglesi in Irlanda. Questa degenerò, portando alla morte 14 persone e ferendone all’incirca 13.

Per ricordare questo evento, proprio la sera del 30 gennaio presso il “Dopo Lavoro Ferroviario” nei pressi della stazione di Velletri, è stato proiettato il film “Bloody Sunday”, del 2002, che racconta e descrive i preparativi e le varie difficoltà che vi sono state nell’organizzare e nello svolgere questa protesta.

Quel giorno i manifestanti protestavano contro una legge emanata dal governo irlandese unionista, favorevole al dominio del Regno Unito. Era previsto inoltre l’arresto immediato degli oppositori al governo inglese.

Nel corso del tempo in Irlanda si erano sviluppate diverse associazioni per combattere queste ingiustizie, come ad esempio, l’IRA (“Irish Republican Army”), un’organizzazione paramilitare che si occupava della difesa degli irlandesi. Successivamente ci furono la NICRA (“North Ireland Civil Rights Association”) e la SDLP (“Social Democratic and Labour Party) fondata da Ivan Cooper.  La SDLP per ribellarsi alle ingiustizie subite organizzò una marcia, che sarebbe dovuta terminare con un comizio di Cooper che non si riuscì a tenere, poiché il Primo Battaglione del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico, sparò contro la folla di manifestanti provocando 26 vittime principalmente lesioni letali sulla schiena, probabilmente perché stavano scappando. Ma allora, perché colpirli? Le armate inglesi si giustificarono dicendo che i primi ad aprire il fuoco furono proprio i manifestanti, anche se altre fonti ci rivelano che nella marcia, essendo del tutto pacifica e credendo Ivan nella “non-violenza”, nessuno fosse armato.

Alla manifestazione parteciparono non solo uomini, ma anche donne, bambini e giovani ragazzi. Una delle vittime fu un Gerald McKinney il quale, per soccorrere un ragazzo, venne colpito al petto, nonostante il fazzoletto bianco in segno di resa e le continue grida di cessate il fuoco.

Al termine del film si è parlato degli abusi militari che tutt’oggi causano delle vittime, come nel recente scontro in America tra un poliziotto e un ragazzo afroamericano. Questo film ha ricordato un avvenimento che sicuramente ha lasciato un segno dolente nel cuore di quelle persone che si sono trovate coinvolte.