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BIOTESTAMENTO

La legge sul testamento biologico è stata approvata dal Senato giovedì 14 dicembre, dopo mesi di ostruzionismo e decine di migliaia di emendamenti. Ecco gli schieramenti: Pd, M5S e Sinistra italiana, a favore, mentre dall’altra, sostanzialmente a sfavore è uno schieramento trasversale di parlamentari cattolici – tra cui Eugenia Roccella(Idea), Alessandro Pagano (Lega), Gian Luigi Gigli (Des-Cd), Paola Binetti (Udc), Benedetto Fucci (Cor), Raffaele Calabrò (Ap), Antonio Palmieri (Fi) e Domenico Menorello (CI) – che accusa il Pd di voler approvare il prima possibile una legge “dannosa”, “ideologica” con cui si rischia di “introdurre l’eutanasia” in Italia. Tuttavia, nonostante le diatribe suddette, la legge è passata con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astensioni.

Mercoledì 13 dicembre, l’aula aveva approvato gli otto articoli che compongono la legge senza modifiche rispetto al testo della Camera votato lo scorso 20 Aprile.

La legge permette, entro alcuni limiti, di esprimere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie. Consente a qualsiasi maggiorenne la possibilità di rinunciare ad alcune terapie mediche, in particolare alla nutrizione e all’idratazione artificiale. Questa interruzione può essere ottenuta anche con le cosiddette “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT), un documento nel quale si può indicare a quali terapie si vuole rinunciare e a quali condizioni, nel caso in cui a un certo punto si sia impossibilitati a esprimere la propria preferenza. Il paziente può anche chiedere di essere sedato in maniera continua e profonda, in modo da poter morire senza soffrire, in una sorta di coma indotto. Di fatto il diritto all’interruzione delle terapie, comprese nutrizione e idratazione artificiale, era già stato ottenuto per via giurisprudenziale, cioè grazie alle sentenze dei tribunali; ora sarebbe allargato a tutti, per legge.

Secondo i sostenitori della libertà di scelta sul fine vita, la legge arrivata al Senato è sostanzialmente buona, anche se contiene diverse aperture alla possibilità che le volontà del malato non vengano rispettate. Per esempio è permessa ampia libertà per il medico di rifiutarsi di seguire le indicazioni del paziente o quelle contenute nelle DAT, qualora siano state scoperte nuove terapie che potrebbero permettere un miglioramento del paziente di cui lui stesso non era a conoscenza al momento della redazione delle DAT. Ma un medico può rifiutarsi di interrompere nutrizione o idratazione artificiale anche per motivi descritti in maniera molto generica, che sembrano introdurre la possibilità di un’obiezione di coscienza.

Alleghiamo di seguito un servizio girato da Tgcom24 sull’argomento. http://www.tgcom24.mediaset.it/2017/video/biotestamento-al-traguardo_3042800.shtml

Dario Lucarelli