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BASSANI PROFESSORE, “FUORI LE MURA”: IL RACCONTO EMOZIONANTE DI ROCCO DELLA CORTE

Sabato 14 aprile si è svolto l’incontro presso la Cantina sperimentale di Velletri con il giornalista Rocco Della Corte, il quale ha presentato il suo libro, intitolato: <Giorgio Bassani professore “fuori le mura”>.

L’evento è stato organizzato dall’associazione culturale “Memoria ‘900” e l’autore del libro ha dialogato con il moderatore Emanuele Cammaroto, che ha iniziato l’incontro facendo conoscere Rocco della Corte al pubblico, non solo come giornalista e redattore del giornale Velletri-life, ma anche come ragazzo molto impegnato nell’ambito del Comune di Velletri, un ragazzo in grado di portare un valore aggiunto ad ogni iniziativa culturale e non.

L’autore ha focalizzato la sua attenzione sulla copertina, mettendo in evidenza che quell’immagine, scelta in modo accurato, rappresenta il momento in cui Giorgio Bassani è stato premiato al Premio Strega nel 1956 per le “Cinque storie ferraresi”.

Nell’esistenza di Bassani l’esperienza che ha avuto grande importanza è stata quella fatta a Velletri, in cui ha lavorato presso l’attuale liceo artistico come docente. Tale periodo è stato per il Nostro estremamente importante dal punto di vista formativo, tanto che l’opera sopra menzionata ne è stata influenzata.

Quando Rocco Della Corte ha iniziato a “studiare” nei minimi dettagli Giorgio Bassani?L’ispirazione per il libro nasce all’improvviso, dopo un viaggio di piacere a Ferrara, e da lì Rocco Della Corte si è appassionato e immerso nella produzione bassaniana, partendo dal suo più grande capolavoro “Il giardino dei Finzi-Contini”.

Da lì l’autore ha voluto approfondire l’esperienza di Bassani a Velletri e quindi contattato la figlia Paola Bassani, iniziando le ricerche sul professore nell’archivio del liceo artistico veliterno.

Nel libro emerge come Bassani fosse rimasto molto colpito dalla crudeltà dei bombardamenti sui castelli romani in particolare di tre città: Velletri, Cisterna e Formia. Viene inoltre sottolineato l’impegno civile di Giorgio Bassani che si ritrova ad insegnare in un contesto di ‘impoverimento culturale causato dal post fascismo, con la scuola soggetta a delle linee guida che erano troppo difficili da comprendere per gli alunni, soprattutto a causa del linguaggio ostico. Per questo decide di aiutare i ragazzi e dar loro i giusti mezzi per procedere nel loro percorso scolastico.

Andare a scuola non era certo l’obiettivo principale degli alunni di quel tempo, anzi, era poco considerata anche perché si trattava di una scuola serale con gli alunni che il giorno lavoravano.

Secondo Bassani lo Stato aveva il diritto-dovere di tutelare ed istruire i ragazzi che avrebbero dovuto portare avanti in futuro la società.

Il rapporto con i colleghi non lo entusiasmava, anzi c’erano stati diversi conflitti, quindi l’unica cosa che lo tratteneva al liceo artistico di Velletri erano gli alunni, considerati da lui bisognosi del suo aiuto. Durante tutta la sua esperienza a Velletri Giorgio Bassani si dimostra critico verso la scuola pubblica in generale.

Bassani frequentava la vicina Ninfa e già a quell’epoca c’era l’idea di crearvi un giardino turistico accessibile a tutti. All’interno della vecchia dogana di Ninfa c’era appunto una stanza con una scrivania a lui riservata per la sua scrittura. Per molti Ninfa è stata la fonte d’ispirazione per

“Il giardino dei Finzi-Contini” e c’è chi dice che il professore abbia scritto lì le prime pagine del suo libro, in realtà iniziato all’Hotel Le Najadi di Santa Marinella.

L’ultimo capitolo del libro di Rocco Della Corte riguarda ancor più da vicino il professor Bassani, perché contiene un’intervista realizzata a sua figlia Paola, la quale racconta che nel 1997, il padre, tre anni prima di morire, affetto dal morbo di Alzheimer, che è una malattia che oltre cancellare la memoria spinge a ricordare i tempi passati, chiese alla figlia di portarlo per un’ultima volta a Velletri.

La donna, insieme alla segretaria del padre, Bruna Lanaro, organizza questo viaggio e appena arrivano a Velletri raggiungono il liceo artistico e lì il professor Bassani inizia a ricordare la propria vita passata.

Decidono però di fare un’ultima tappa prima di ritornare a casa, ossia andare a Ninfa. Giorgio Bassani davanti alla vecchia dogana si emoziona e chiede quindi di vedere se c’era ancora la sua vecchia scrivania; lì chiede di essere lasciato solo, per vedere per un’ultima volta “la danza dell’acqua”, che non era altro che la reazione dell’acqua con il sole che si rifletteva sul muro, dopo ciò disse che poteva morire felice.

Rocco Della Corte ha voluto scrivere questo libro perché si è sentito in dovere di approfondire l’esperienza di Giorgio Bassani a Velletri e nello stesso tempo di sottolineare la vita di un uomo coerente con se stesso, impegnato all’interno di una comunità, cercando di offrire in modo gratuito il proprio contributo…Un uomo, che dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, ha aiutato a risollevarsi dalle ceneri!

Vulcano Martina