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AMOR…A NULLO AMATO AMAR PERDONA?

…questa è la domanda che tutti noi ci facciamo.

La domanda che ognuno si pone, la stessa da cui deriva il dolore, il dilemma e il retorico ideale di cosa significhi veramente amare qualcuno.

L’amore è un sentimento indomabile che consiste nell’amare ed essere amato.

Il problema si pone quando questo indescrivibile sentimento non è ricambiato, una contraddizione al pensiero stilnovista del Sommo Poeta, il quale sosteneva che è proprio l’amore incontrollabile che non consente a chi è amato di non ricambiare la persona che lo ama.

Ormai si sa per certo che non solo questo ideale si limita a ciò che è prettamente platonico, bensì non è veritiero.

L’amore platonico e viscerale che noi conosciamo attraverso molteplici opere letterarie, artistiche è scaturito dal dolore e l’angoscia di non aver potuto vivere l’Amore a pieno, come per esempio quello di Petrarca per Laura o quello di Leopardi per Silvia.

Non sappiamo se dire lo stesso sul sentimento che si prova oggi, chiamato comunque “amore” ma forse vissuto in una maniera differente.

Viviamo in una società in cui ormai c’è la costante necessità di dimostrare qualcosa, come rappresentare un momento di felicità scattando una foto e poi postarla sui social.

Tutto ciò ha portato un cambiamento nel rappresentare l’Amore, influenzando il modo di vivere questo sentimento.

Ne abbiamo la certezza attraverso quella fatidica data del 14 febbraio di ogni anno, in cui viene celebrata una delle più sentite feste dai giovani: San Valentino.

Quante stupidità vengono fatte per amore, per la persona che si ama, e San Valentino è la festa perfetta, la possibilità di dimostrare pienamente l’amore per qualcuno, la possibilità di farsi perdonare, un giorno all’anno per poterci ricordare l’importanza di questo sentimento da cui siamo costantemente soggiogati.

É proprio così?

Entrando nel mese di Febbraio, l’aria si tinge di rosso, il colore dell’amore, della passione, e si sente il profumo dei fiori e del cioccolato che verranno regalati in questo giorno. Come da tradizione, regalare rose, cioccolatini o semplicemente qualcosa alla persona amata, non solo sta avendo uno sfondo iperbolico e superficiale ma è diventato un vero e proprio business.

Abbiamo fatto alcuni sondaggi nel nostro liceo, interpellando proprio i giovani sull’argomento in questione, e su come viene vissuto.

Certamente le opinioni non sono state propriamente uguali, dal momento che c’è una scissione netta di ideali tra i due generi.

É scontato dire che le risposte ricevute dal genere femminile sono state unicamente più concise e speranzose, descrivendo questo business infinito, come la responsabilità di mantenere le tradizioni a cui siamo abituati.

Diversamente il genere maschile, ha “sorprendentemente” dimostrato una vera e propria indifferenza all’evento; si è fatto caso però, alla tensione creatasi nell’intento di mantenere la responsabilità citata prima dalle ragazze, e il timore di deludere le aspettative.

Si suppone che San Valentino sia l’occasione di celebrare l’amore, non solo tra una coppia, bensì un amore globale che dovrebbe andare oltre le superficialità su cui questa festa sembra fondarsi.

Le frecce scoccate da Cupido saranno anche occasionali, i cioccolatini con le rose rimarranno sempre una tradizione dedita agli innamorati dell’amore. Tramandare queste tradizioni sarà sempre uno dei maggiori obiettivi dell’essere umano: mantenere vivo il valore affettivo.

La festa del 14 Febbraio ci mostra proprio questo, ma bisogna tener conto che non è con cose superficiali come i regali, che bisogna dimostrare l’Amore. Tutti i giorni, dovrebbe essere San Valentino.

 

Ester Palmieri