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AMBIENTE, SVILUPPO, GIUSTIZIA E PACE: L’ECOLOGIA INTEGRALE IN PRATICA

Il 19 gennaio di questo nuovo anno all’insegna delle temperature non glaciali, si è svolto, presso la Sala Tersicore del Comune di Velletri, un incontro di riflessione e condivisone sull’educazione ai nuovi stili di vita e l’attenzione al creato, promossa dalla Caritas diocesana Velletri-Segni, con l’obiettivo di sensibilizzare vecchie e nuove generazione riguardo a un tema decisamente attuale.

Lo special guess è stata, senza ombra di dubbio, Grammenos Mastrojeni: Diplomatico italiano e docente universitario collaboratore del Climate Reality Project, nonché scrittore.

L’incontro viene aperto da Daniele Ognibene, che a nome del consiglio comunale, fa la solita introduzione banale e scontata sull’importanza del problema: frasi fatte su frasi fatte.

Successivamente, con una presentazione che lasciava un po’ a desiderare in fatto di design e un microfono che amplificava una parola ogni sette, Grammenos comincia la sua discussione sul tema. Chiaro, veloce, coinciso e simpatico: tutti aggettivi che si addicono perfettamente all’ospite in quanto non è risultato mai noioso, pur avendo davanti a sé generazioni molto diverse (come anche egli stesso fa notare prima di cominciare a disquisire). L’obiettivo che egli si pone è quello di “riflettere sulla meraviglia nata dall’amare la natura” basandosi sull’idea che se non proteggiamo la Terra allora sono inevitabili conflitti e l’erosione globale della coesione sociale e del benessere. Il tema principale del Powerpoint è stata l’ecologia integrale… Ma cos’è davvero?

Da un punto di vista concettuale, p apa Francesco (coniatore del termine nell’ambito dell’enciclica “Laudato Sii”) assume il termine “ecologia” non nel significato generico e spesso superficiale di una qualche preoccupazione “verde”, ma in quello ben più profondo di approccio a tutti i sistemi complessi la cui comprensione richiede di mettere in primo piano la relazione delle singole parti tra loro e con il tutto. Il riferimento è all’immagine di ecosistema.
L’ecologia integrale diventa così il paradigma capace di tenere insieme fenomeni e problemi ambientali (riscaldamento globale, inquinamento, esaurimento delle risorse, deforestazione, ecc.) con questioni che normalmente non sono associate all’agenda ecologica in senso stretto, come la vivibilità e la bellezza degli spazi urbani o il sovraffollamento dei trasporti pubblici. Ancora di più, l’attenzione ai legami e alle relazioni consente di utilizzare l’ecologia integrale anche per leggere il rapporto con il proprio corpo o le dinamiche sociali e istituzionali a tutti i livelli: «Se tutto è in relazione, anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità della vita umana».

Zenit della presentazione è stata la parte in cui Mastrojeni discute sul “butterfly effect” o “effetto farfalla” secondo il quale “un battito d’ali di una farfalla in America possa generare uno tsunami in Giappone”. Questo concetto è alla base della teoria del caos, dapprima teorizzata dal matematico Alan Turing. Importante è stato anche lo spunto di riflessione sull’empatia che generano due diverse pubblicità nello spettatore: una con un bambino denutrito e una con un orso polare in uno scenario di surriscaldamento globale in stadio avanzato; triste vedere come generi decisamente più compassione il ragazzino. Vengono mostrati diversi dati statistici i quali mostrano l’impatto dell’uomo sull’ambiente e infine viene tirato fuori il criterio dell’equilibrio, importante da raggiungere ma mai desiderato la mattina quando ci si sveglia.

 

Si avvicendano diverse domande di rilevanza non alta dal pubblico e l’incontro termina tra gli applausi di una platea discretamente soddisfatta.

 

Evidente è comunque il grado di indifferenza generale verso l’ambiente. Collasseremo su noi stessi?

 

Gabriele Mascolo