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ADDIO VICINI, GRANDE CT

La notte del 1 febbraio 2018, l’Italia ha dovuto dire addio ad un grande della storia del calcio italiano, Azeglio Vicini: CT della nazionale del ‘90. Avrebbe compiuto 85 anni a Marzo.

La sua nazionale è stata la più amata e coccolata di tutte le altre. Purtroppo per lui nelle semifinali del 1990 l’Italia perse ai rigori, quella sera tutt’oggi la ricordiamo come una delle “notti magiche”. Questo nome fu preso dall’inno scritto da Gianna Nannini e Edoardo Bennato per l’occasione.

Azeglio iniziò la sua carriera in campo, giocando nel Vicenza, il 25 settembre 1955, primo esordio in serie A.

Dalla Sampdoria al Brescia dove nel ‘67 inizia la sua carriera da allenatore.

Fece la prima esperienza in panchina col Brescia nel 1967. A soli 35 anni ricevette un incarico importante, gli venne affidata la Nazionale under 23.

L’anno successivo con l’under 21 si piazzò al secondo posto perdendo ai rigori con la Spagna.

Dopo i mondiali del 1986 prese il posto di Enzo Bearzot alla guida della nazionale maggiore, esordendo sulla panchina azzurra l’8

ottobre 1986 a Bologna contro la Grecia.

Nel 1988 conduce gli azzurri agli europei, in Germania, dove vengono sconfitti in semifinale dall’Unione Sovietica.

Rimane alla guida degli azzurri anche per il biennio successivo, con il compito di guidare la nazionale ai mondiali di Italia ’90.

Sconfitti in semifinale dall’Argentina ai rigori, gli azzurri guadagnano il terzo posto battendo l’Inghilterra.

Vicini è rimasto commissario tecnico della nazionale fino all’ottobre 1991, quando ha fallito la qualificazione per gli Europei del 1992 ed è stato sostituito da Arrigo Sacchi.

Lo ricordiamo così, una persona che non amava essere al centro dell’attenzione amato nonostante le sconfitte.

 

Michele Vacca