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1 MAGGIO IN EUROPA: CORTEI, MANIFESTAZIONI E CONCERTI

La Festa dei Lavoratori venne istituita nel 1889, durante i lavori della Seconda Internazionale a Parigi, in ricordo delle giornate di protesta dei lavoratori a Chicago di qualche anno prima. Da allora ogni anno in questa giornata si affrontano i temi del diritto al lavoro e della sicurezza nei posti di lavoro.

Sono i giovani i protagonisti di questa giornata sia perché l’occupazione giovanile sembra sempre più compromessa, sia perché tradizionalmente i giovani hanno a cuore una visione del mondo del lavoro più umana e solidale. Anche quest’anno in tutta Europa questa ricorrenza ha visto svolgersi cortei, manifestazioni pacifiche e più violente e concerti.

Nelle città di Parigi e Istanbul, folle di manifestanti hanno provocato danni e disordini per le strade. A Parigi, circa 1200 manifestanti incappucciati, hanno cominciato a spaccare vetrine, ad incendiare auto e a lanciare fumogeni. Ad intervenire subito sono state le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, le quali hanno fermato circa 200 black-bloc. “Lunga vita ai lavoratori”, “Abbasso gli oppressori” erano alcuni cartelli dei manifestanti. Le rivendicazioni riguardano il mondo del lavoro, della economia e si sommano ai temi dell’emarginazione sociale.

Ad Istanbul si è verificata una situazione analoga: il governo ha dispiegato 25 mila agenti e arrestato circa 45 persone. Le autorità hanno inoltre formato un imponente blocco presso piazza Taksim, in occasione della festa dei lavoratori luogo simbolo della strage del 1 Maggio 1977, nella quale persero la vita 34 persone, interdetta dal governo ai manifestanti. Anche in Turchia le manifestazioni sono state l’occasione per esprimere un profondo dissenso nei confronti di un governo reazionario e dittatoriale.

Ma non è stato solo un Primo maggio di scontri. Grande folla – calcolata in almeno 120.000 persone – ha marciato festosa per le vie di Mosca nonostante la pioggia e la situazione politica sempre meno disponibile al dialogo con gli oppositori. A Cuba si sono trovati per la prima volta fianco a fianco nel corteo dei lavoratori in Plaza de la Revolucion, il nuovo presidente Miguel Diaz-Canel e il suo predecessore Raul Castro. Numerosi sono stati i cortei in tutta Europa, compresa Grecia e Spagna.

In Italia due sono stati i concerti: uno a Taranto, città tristemente famosa per il degrado ambientale causato dall’ Ilva, e quello tradizionale a Roma a piazza San Giovanni. Negli scorsi anni questa piazza ha visto svolgersi manifestazioni incredibili in nome di principi politici e sindacali ritenuti irrinunciabili. Adesso rapper con nomi improbabili e con costosi Rolex al polso raccontano la propria visione della vita a giovani che il lavoro forse non lo troveranno mai.

Anche i sindacalisti hanno pronunciato discorsi retorici, banali e non sembrano in grado di intervenire nel sociale se non con le parole. E intanto l’Italia aspetta un governo da due mesi, aspetta riforme importanti ascoltando “canzonette”…

Leonardo Trulli